Funi audaci

30 settembre 2017 – settembre 2018:

La mostra vuole ricordare l’epopea delle grandi innovazioni tecnologiche pionieristiche dei primi anni del ´900 e proporre un affascinante viaggio nel panorama dei mezzi di trasporto che consentirono il decollo turistico del Tirolo.

Molti tra gli interventi più decisivi in questo settore coinvolsero proprio l’Alto Adige. Nel 1908 fu costruita la Bolzano-Colle, prima teleferica al mondo adibita ufficialmente al trasporto di persone. Nel 1912, nei pressi di Lana, entrò in funzione la funivia di Monte San Vigilio alla cui realizzazione collaborò Luis Zuegg, imprenditore altoatesino con ampia notorietà e comprovata esperienza. Anche se lo scoppio della prima guerra mondiale segna il brusco arresto di un turismo già fiorente, le numerose teleferiche sperimentate al fronte per il trasporto dei materiali porteranno innovazione al settore. Nel 1915 l‘ing. Zuegg dimostrò, con la costruzione di una funivia al Passo dello Stelvio, che le funi in tensione diminuivano i costi di costruzione e aumentavano la velocità di percorrenza. Brevettate le sue invenzioni, insieme alla ditta Bleichert di Lipsia, realizzò dopo la fine della guerra non meno di 35 funivie in tutto il mondo. Nel 1937 il sistema Bleichert/Zuegg venne applicato alla costruzione della funivia che da Ortisei porta all‘Alpe di Siusi. Con gli Anni Trenta il turismo invernale portò alla realizzazione di numerose slittovie a Corvara, a Selva Gardena e all‘Alpe di Siusi. Un ulteriore salto di qualità si ebbe dopo la seconda guerra mondiale grazie all‘invenzione della seggiovia. La prima fu costruita sul Col Alt in Val Badia da Erich Kostner e Karl Hoelzl insieme alla Leitner, oggi azienda leader nel mondo nel settore degli impianti a fune. Trascorsero comunque ancora parecchi anni prima che nel comprensorio delle Dolomiti sorgesse il carosello sciistico più grande del mondo. Si deve a Gianni Marzola l´idea del sistema unificato di tariffazione che ben presto portò alla realizzazione di un vero e proprio impero, oggi comprendente più di 460 impianti con una portata oraria di 580.000 persone.

La storia della progettazione e della costruzione dei mezzi di trasporto consente di delineare un‘epoca molto interessante. Al declinare della monarchia austro-ungarica, nei settori dell‘economia, della politica e della cultura si sviluppò una voglia di riscatto che diedero una forte impronta alle vicende della ferrovia e del turismo. Se le indecisioni delle autorità viennesi e tirolesi nella politica delle ferrovie, la strenua concorrenza della Svizzera in ambito turistico, la situazione conflittuale nell‘area plurilingue di confine causarono non pochi problemi tra Kufstein e il Lago di Garda, questo stimolò nel contempo interventi tecnici pionieristici. Non fu facile per progettisti, ingegneri, impresari ed operai rendere accessibili aree impraticabili e pendii scoscesi. Tuttavia ad un certo punto parve che le stesse caratteristiche orografiche, gli sbalzi di quota, l’abbondanza di corsi d’acqua potessero trasformarsi in risorsa per la popolazione e per il territorio. Con approcci geniali e indomita creatività vennero realizzate ferrovie d’alta quota e centrali elettriche ardite e spettacolari; tali interventi e soluzioni sono considerati veri e propri capolavori per lo standard tecnologico dell‘epoca. Poi nel 19° e nel 20° secolo il settore del turismo, sviluppatosi insieme con quello tecnologico, rappresenterà uno dei fenomeni più significativi della società. Gli impianti a fune hanno connesso le montagne al fondo valle.

Mostra a cura di: Curatorium Beni Tecnici Culturali